L’esercizio del diritto di prelazione commerciale del comune

Aggiornato il giovedì 26 dicembre 2024

Il diritto di prelazione commerciale è un diritto di prelazione a favore del comune (o del suo delegato) che gli consente di essere prioritario nell’acquisto di una locazione commerciale, di un’azienda commerciale, di un’azienda artigiana o di un terreno che può accogliere esercizi commerciali, per poi rivenderlo (o retrocederlo) a un commerciante o a un artigiano.

Dal lato del proprietario venditore: deposito di una dichiarazione preventiva obbligatoria

Questo diritto di prelazione riguarda unicamente i beni situati in una zona specifica detta perimetro di salvaguardia del commercio e dell’artigianato di prossimità, determinata a monte dal comune.

Questo diritto di prelazione è disciplinato dagli articoli da L. 214-1 a L. 214-3, da R. 214-1 a R. 214-16 e A 214-1 del Codice dell’urbanistica francese.

  • Quando la dichiarazione preventiva è obbligatoria?

Una dichiarazione preventiva deve essere depositata dal proprietario dell’azienda in vendita (C. urb., art. L. 214-1) se il suo bene è compreso nel perimetro di salvaguardia del commercio e dell’artigianato di prossimità. Per conoscere l’eventuale adozione di un piano di salvaguardia si può presentare una richiesta al comune del luogo in cui si trova il bene. È inoltre possibile chiedere un certificato di urbanistica.

  • A chi va indirizzata questa dichiarazione preventiva?

La dichiarazione preventiva è indirizzata al comune del luogo in cui si trova il bene, anche se tale diritto è stato delegato.

  • Che cosa deve contenere la dichiarazione preventiva?

Tale dichiarazione precisa il prezzo, l’attività dell’acquirente designato, il numero di dipendenti del cedente, la natura del loro contratto di lavoro e le condizioni della cessione.

Essa contiene inoltre la locazione commerciale, se del caso, e precisa il fatturato quando la cessione riguarda una locazione commerciale o un’azienda artigiana o commerciale (C. urb., art. L. 214-1, comma 3).

La dichiarazione deve essere redatta in quattro esemplari. Essa è inviata (C. urb., art. R. 214-4, comma 2):

  • per plico raccomandato con avviso di ricevimento,
  • oppure per via elettronica (in tal caso è sufficiente un solo esemplare),
  • oppure depositata in comune dietro ricevuta.

Da sapere : la dichiarazione preventiva prevista deve essere redatta conformemente al modulo Cerfa 13644*01 (C. urb., art. A. 214-1). Essa è disponibile sul sito internet del ministero dell’ecologia, dello sviluppo e dell’assetto sostenibili: http://www.developpement-durable.gouv.fr.

  • La sanzione per il mancato deposito di una dichiarazione preventiva obbligatoria

L’assenza di dichiarazione preventiva comporta la nullità della vendita (C. urb., art. L. 214-1, comma 3).

L’azione di nullità si propone davanti al tribunale ordinario del luogo in cui si trova il bene (C. urb., art. R. 214-40) e si prescrive in 5 anni (C. civ., art. 2224).

  • Cumulo con il diritto di prelazione urbana (DPU) o con il diritto di prelazione delle zone di intervento differito (ZAD)

Non esiste alcuna gerarchia tra il diritto di prelazione urbana e il diritto di prelazione sulle aziende commerciali, sulle aziende artigiane, sulle locazioni commerciali e sui terreni, o il diritto di prelazione delle zone di intervento differito (ZAD): entrambi i diritti di prelazione devono quindi essere purgati:

come fare?

In tal caso la dichiarazione preventiva deve (C. urb., R. *213-5):

  • essere presentata in quattro esemplari,
  • indicare i prezzi e le condizioni dell’alienazione progettata, compreso, se del caso, il prezzo di stima dell’immobile o del diritto offerto in contropartita,
  • essere indirizzata al comune in cui si trova il bene, per plico raccomandato con avviso di ricevimento postale, depositata dietro ricevuta, o inviata per via elettronica in un solo esemplare,
  • Quando l’alienazione riguarda un terreno soggetto al diritto di prelazione commerciale, la dichiarazione è sottoscritta nelle forme e alle condizioni previste dall’articolo R. 213-5. Essa precisa, a seconda dei casi, la superficie di vendita dell’esercizio commerciale esistente sul terreno o la possibilità di insediarvi, nei cinque anni successivi all’alienazione, un esercizio con una superficie di vendita compresa tra 300 e 1 000 metri quadrati (C. urb., art. R. 214-4, comma 3).

In presenza di 2 diritti di prelazione diversi, è il modulo previsto dall’articolo A. 213-1 del Codice dell’urbanistica francese che deve essere inviato al comune in 4 esemplari. Lo troverete qui.

Dal lato del comune: decisione e retrocessione dell’esercizio commerciale

  • La decisione del comune deve essere notificata entro due mesi

Il comune deve decidere entro due mesi se rinunciare o esercitare la prelazione, quando gli è presentata una dichiarazione preventiva di alienazione (C. urb., art. L. 214-1, ultimo comma):

  • Il termine decorre dal ricevimento della dichiarazione preventiva da parte del comune,
  • Tale notifica deve essere effettuata per plico raccomandato con avviso di ricevimento, o mediante consegna a mani dietro ricevuta al domicilio o alla sede sociale del cedente,
  • Essa può anche avvenire per via elettronica, e ciò se e soltanto se la dichiarazione preventiva è stata effettuata in tale forma (C. urb., art. R. 214-5, comma 2)
  • In caso di mancata risposta entro i due mesi, il silenzio vale rinuncia (C. urb., art. R. 214-5, comma 3),
  • In caso di rifiuto di esercitare la prelazione o di silenzio, il cedente può realizzare la vendita della propria azienda, della propria locazione o del proprio terreno inizialmente progettata, ai prezzi e alle condizioni figuranti nella dichiarazione preventiva (C. urb., art. L. 214-1, ultimo comma).

Si ricorda : si tratta delle aziende artigiane, delle aziende commerciali e delle locazioni commerciali nonché dei terreni che ospitano esercizi commerciali o destinati a ospitarne entro cinque anni dalla loro vendita (con una superficie di vendita compresa tra 300 e 1 000 metri quadrati) (C. urb., art. R.* 214-3). Per saperne di più, vedi il nostro articolo sul campo di applicazione del diritto di prelazione dei comuni.

  • La prelazione si eserciterà

  • ai prezzi e alle condizioni della dichiarazione preventiva,
  • oppure il comune potrà offrire l’acquisto a un prezzo diverso, che sarà però determinato dal giudice dell’espropriazione.

Da sapere : dalla legge Artigianato, Commercio e Micro-imprese, detta « ACTPE », del 18 giugno 2014, il comune può delegare questo diritto di prelazione a un EPCI.

  • La cessione deve intervenire entro un termine di tre mesi

In caso di acquisto dell’azienda, di una locazione o di un terreno da parte del titolare del diritto di prelazione, l’atto che constata la cessione è redatto entro un termine di tre mesi (C. urb., art. R.* 214-9).


Il termine di 3 mesi decorre:

  • dal giorno della notifica dell’accordo sul prezzo e sulle condizioni indicati nella dichiarazione preventiva,
  • dal giorno della decisione giudiziaria divenuta definitiva che fissa il prezzo e le condizioni della cessione,
  • oppure dal giorno successivo alla data dell’atto o della sentenza di aggiudicazione.
  • Pagamento del prezzo

Il prezzo è pagato presso il notaio al momento della firma dell’atto tra il venditore e il comune (C. urb., art. R.* 214-9).

Il cedente non dispone tuttavia immediatamente dei fondi (C. comm., art. L. 141-12): il prezzo di vendita resta bloccato di diritto durante il termine concesso ai creditori del venditore per fare opposizione.

  • La retrocessione del bene oggetto di prelazione da parte del comune deve intervenire entro due anni

L’articolo L. 214-2 del Codice dell’urbanistica francese impone che il bene oggetto di prelazione sia retrocesso entro due anni (3 anni in caso di affitto di gestione). Se la retrocessione non è intervenuta entro 2 anni, l’acquirente estromesso beneficia di un diritto di acquisto prioritario (C. urb., R.* 214-16).
Per saperne di più, vedi il nostro articolo sulla retrocessione dei beni oggetto di prelazione da parte del comune.

L’esercizio del diritto di prelazione commerciale e il notaio

Le questioni relative all’esercizio del diritto di prelazione sono abitualmente trattate dai notai, sia al servizio del privato sia degli enti locali.

  • Il notaio al servizio degli enti territoriali

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