Il diritto di abbandono

Aggiornato il lunedì 2 dicembre 2024

Il diritto di rilascio è la facoltà riconosciuta al proprietario di un bene immobile soggetto a prescrizioni urbanistiche (servitù…) di chiedere al beneficiario della servitù (in particolare il comune) di acquistare il bene.

Che cos’è il diritto di rilascio?

Il diritto di rilascio è un diritto riconosciuto a ogni proprietario di un bene immobile, edificato o non edificato, in contropartita dell’assoggettamento del suo bene a norme urbanistiche vincolanti che gli impediscono di godere pacificamente del proprio bene immobile.

Questo diritto consente al proprietario che non desidera conservare il proprio bene di imporne l’acquisto all’ente pubblico che ha preso l’iniziativa del progetto urbanistico.

In quali ipotesi il proprietario può beneficiare di un diritto di rilascio?

Il proprietario può beneficiare di un diritto di rilascio principalmente quando:

  1. Il bene immobile è stato riservato da un "Piano urbanistico locale" (PLU): si parla di posto riservato (L152-2 C. urb.),
  2. Il bene immobile è compreso in una "Zona di intervento concertato" ZAC (Codice dell’urbanistica francese, art. L311-2),
  3. Il bene immobile ha formato oggetto di una domanda di autorizzazione riguardante lavori, costruzioni o impianti e l’autorità competente ha adottato una decisione di rinvio della decisione (Codice dell’urbanistica francese, art. L. 424-1),
  4. Il bene immobile forma oggetto di una dichiarazione di pubblica utilità (DUP) o di un’espropriazione (Codice dell’espropriazione per pubblica utilità francese, art. L 241-1),
  5. Il bene immobile è situato in una zona urbana o da urbanizzare e ha formato oggetto di una servitù di pubblica utilità (SUP) (Codice dell’urbanistica francese, art. L 152-2, comma 2),
  6. Il bene immobile si trova nel perimetro di un diritto di prelazione urbana -DPU- (Codice dell’urbanistica francese, art. L211-5),
  7. Il bene immobile si trova nel perimetro di una Zona di intervento differito (ZAD) (Codice dell’urbanistica francese, art. L 212-3).
  8. O ancora i terreni situati nelle adiacenze degli aerodromi o dei corsi d’acqua…

Quali sono le tappe del diritto di rilascio?

Le tappe del diritto di rilascio differiscono in funzione della situazione (urbanistica) del bene immobile.


Le tappe del diritto di rilascio disciplinato dagli articoli da L. 230-1 a L. 230-6 del Codice dell’urbanistica francese.

Nella maggior parte dei casi la domanda si effettua mediante una messa in mora con lettera raccomandata con avviso di ricevimento. È in particolare il caso:

  • dei terreni detti « riservati » da un Piano urbanistico locale (L152-2 C. urb.),
  • di alcuni terreni situati in una zona urbana o da urbanizzare che hanno formato oggetto di una servitù di pubblica utilità (L 152-2, comma 2, C. urb.),
  • dei terreni compresi in una "Zona di intervento concertato" (L311-2 C. urb.)
  • dei beni immobili con decisione di rinvio della decisione (L424-1 C. urb.),

Tale messa in mora deve:

  • indicare gli eventuali affittuari, conduttori, i titolari di diritti di enfiteusi, di abitazione o di uso e coloro che possono reclamare servitù;
  • essere indirizzata al comune in cui si trova il bene, e ciò qualunque sia il beneficiario della riserva.

Il beneficiario della riserva deve pronunciarsi entro il termine di un anno dal ricevimento della domanda del proprietario da parte del comune, come dispone l’articolo L230-3 del Codice dell’urbanistica francese.

In caso di accordo bonario, il prezzo di acquisto deve essere pagato al più tardi entro due anni dal ricevimento di tale domanda da parte del comune.

Le tappe del diritto di rilascio per i terreni oggetto di una dichiarazione di pubblica utilità o di un’espropriazione: la messa in mora disciplinata dal Codice dell’espropriazione francese (articoli L 241-1 e seguenti e R241-1).

Quando è trascorso un anno dalla pubblicazione di un atto recante dichiarazione di pubblica utilità di un’operazione, i proprietari dei beni da acquisire compresi in tale operazione possono mettere in mora l’espropriante a beneficio del quale è intervenuta la dichiarazione di pubblica utilità affinché proceda all’acquisto del loro bene entro due anni dal giorno della domanda

Il proprietario che desidera esercitare il proprio diritto di rilascio deve inviare la messa in mora con lettera raccomandata AR all’espropriante, con copia al prefetto.
Il termine di 2 anni per acquistare il terreno decorre dalla data dell’avviso di ricevimento. L’amministrazione può tuttavia prorogare tale termine.

Le tappe del diritto di rilascio in presenza di una servitù di pubblica utilità (Codice dell’urbanistica francese, art. L 152-2, comma 2)

Le regole applicabili a un proprietario soggetto a una servitù di pubblica utilità possono essere molto stringenti: rifiuto del permesso di costruire, lavori obbligatori sulla propria particella, divieto di utilizzarla, ecc.

A tale titolo è possibile, in alcuni casi, farsi riacquistare il proprio terreno mediante il diritto di rilascio. Le procedure restano complesse e possono variare a seconda della natura della servitù di pubblica utilità.

Per esempio, per una servitù di pubblica utilità relativa alla protezione delle acque minerali, la domanda di riacquisto del terreno è autorizzata dal Codice della sanità pubblica francese, all’articolo L1322-10.

In presenza di un terreno soggetto a un piano di prevenzione dei rischi tecnologici, la domanda di riacquisto (diritto di rilascio) è disciplinata dal Codice dell’ambiente francese, all’articolo L515-16-3.

Le autorizzazioni e le procedure differiscono. Non esitate a consultare il vostro notaio.

Le tappe del diritto di rilascio nell’ambito del diritto di prelazione urbana (DPU): la dichiarazione di intenzione di alienare (L211-5 del Codice dell’urbanistica francese)

Il diritto di prelazione urbana consente a un ente pubblico di acquistare in via prioritaria un bene immobile messo in vendita o oggetto di una donazione (a eccezione di quelle effettuate tra persone della stessa famiglia) da parte di una persona privata (privato) o giuridica (impresa). Esso è disciplinato dagli articoli L211-1 e seguenti del Codice dell’urbanistica francese. L’ente pubblico si sostituisce allora all’acquirente iniziale.

Quando il vostro bene immobile si trova in un perimetro di applicazione di un diritto di prelazione urbana, e prima di qualsiasi messa in vendita, è possibile proporne l’acquisto all’ente titolare del diritto di prelazione. È quanto dispone l’articolo L211-5 del Codice dell’urbanistica francese: « Ogni proprietario di un bene soggetto al diritto di prelazione può proporre al titolare di tale diritto l’acquisto del bene, indicando il prezzo che ne chiede ».

Il proprietario propone di vendere il proprio bene mediante una dichiarazione di intenzione di alienare (DIA) con il prezzo richiesto. Il titolare deve pronunciarsi entro due mesi da tale proposta.

In caso di acquisto, il prezzo deve essere pagato entro 4 mesi. In caso contrario, il proprietario può vendere liberamente il proprio bene.

In caso di rifiuto o in mancanza di risposta entro il termine di due mesi, il proprietario può vendere il bene al prezzo indicato.

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