Il regime patrimoniale della famiglia fissa l’insieme delle regole applicabili ai coniugi e al loro patrimonio. Si impone una riflessione sull’opportunità di firmare un contratto di matrimonio prima di presentarsi davanti al sindaco.
A che cosa serve il regime patrimoniale?
I coniugi e il loro patrimonio sono soggetti a un insieme di regole giuridiche chiamate "regime patrimoniale". Il regime patrimoniale fissa i diritti e gli obblighi di ciascuno dei coniugi sui beni e sui debiti.
In assenza di contratto di matrimonio, quale regime patrimoniale si applica?
Oggi, senza contratto di matrimonio, i futuri coniugi sono automaticamente soggetti al regime legale della comunione dei beni ridotta agli acquisti (regime predefinito per i matrimoni celebrati dal 1° febbraio 1966). Tutto ciò che i coniugi acquistano dopo il matrimonio appartiene loro in comune (eccetto i beni ricevuti per successione e donazione). Nei confronti dei terzi, ciascuno dei due impegna non solo il proprio patrimonio personale ma anche i beni comuni.
Quale scelta si offre ai coniugi?
Il diritto francese offre ai coniugi soluzioni adatte a ogni situazione familiare, patrimoniale e di età. Coesistono tre regimi patrimoniali: la separazione dei beni, la comunione legale e la partecipazione agli acquisti. Ciascuno di questi regimi può essere personalizzato con clausole specifiche.
Quale regime patrimoniale scegliere quando si crea la propria impresa o la propria società?
Non esiste un regime patrimoniale buono o cattivo per un imprenditore, ma può esistere un regime più o meno adatto alle sue esigenze e ai suoi desideri.
La legge n. 2022-172 del 14 febbraio 2022 a favore dell’attività professionale indipendente ha offerto uno statuto molto più protettivo all’imprenditore individuale: dal 15 maggio 2022 questi possiede infatti di pieno diritto un patrimonio professionale distinto dal proprio patrimonio personale, che protegge lui e la sua famiglia dai rischi inerenti alla sua attività.
La scelta di un regime patrimoniale resta comunque particolarmente importante, considerati i rischi inerenti alla vita professionale.
In ogni caso egli deve prestare attenzione alle conseguenze della propria attività sugli interessi della famiglia. È auspicabile esporre la propria famiglia alle eventuali azioni dei creditori dell’impresa? Al contrario, è vantaggioso utilizzare il proprio patrimonio familiare per ispirare fiducia ai soci, ai fornitori o alla banca?
L’imprenditore avrà bisogno del proprio coniuge per prendere alcune decisioni?
Sì: in alcuni regimi patrimoniali l’accordo del coniuge può essere richiesto dal creditore o reso obbligatorio per legge per operazioni quali l’acquisto a credito, il mutuo immobiliare, la costituzione di una garanzia, la vendita di un bene… Ora, l’imprenditore può voler preservare la propria libertà d’azione se la ritiene necessaria al buon andamento dell’attività; deve allora poter decidere in fretta, cioè da solo.
Al contrario, in altri casi i coniugi vorranno che il coniuge sia associato ad alcune decisioni, affinché le opportunità e i rischi dell’impresa siano condivisi.
Tutte queste situazioni, e molte altre come il divorzio, il sopraggiungere di un decesso o la trasmissione del patrimonio, devono essere valutate in funzione del contesto personale di ciascuno, nel corso di un esame approfondito con il notaio.
È possibile cambiare regime patrimoniale?
Sì, la legge autorizza il cambiamento di regime patrimoniale in qualsiasi momento. Leggete la scheda sul cambiamento di regime patrimoniale. Il cambiamento è tuttavia talvolta complicato quando, ad esempio, l’impresa attraversa difficoltà.
È preferibile redigere fin dall’inizio un contratto di matrimonio adeguato. Se il giorno del vostro matrimonio non avete un progetto di creazione d’impresa ma sentite di avere la fibra imprenditoriale, consultate il vostro notaio. Vi aiuterà a fare le scelte giuste per il contratto di matrimonio fin dall’unione.